Don Pino Puglisi viene assegnato alla parrocchia di San Gaetano
a Brancaccio, uno fra i quartieri più degradati di Palermo.
Immediatamente, con un entusiasmo che ha dell'incredibile, inizia
la costruzione delle strutture basilari per una vita comunitaria:
anche soltanto un campo di calcio arrangiato con mezzi di fortuna
può far capire ai bambini che sono ancora bambini, e non soltanto i
piccoli soldati della Mafia. Alcuni bambini trovano un aiuto
concreto nell'opera di Don Pino, altri rimangono lacerati fra i
suoi insegnamenti e una famiglia troppo radicata nella cultura
mafiosa: come Domenico, che messo di fronte ad un insanabile
conflitto opterà per una tragica rinuncia, e come Rosario, che
scoprirà di avere il male molto più vicino di quanto immaginasse.
In appena tre anni di impegno Don Puglisi riesce a smuovere alla
radice le acque del ristagno mafioso: per questo fu assassinato il
15 settembre 1993, il giorno del suo compleanno, perché sottraendo
i bambini alla strada, li sottraeva al reclutamento dei boss, che
nel rione di Brancaccio, dove era nato, hanno creato da tempo
immemorabile un vero e proprio vivaio di manovalanza criminale.
Questa è la storia di don Giuseppe Puglisi, ricostruita dopo dieci
anni di ricerche, testimonianze, confidenze.