 A torto o a ragione (Taking Sides - Der Fall Furtwängler) di István Szabó
Sceneggiatura Ronald Harwood
Fotografia Lajos Koltai
Con Harvey Keitel, Stellan Skarsgård, Moritz Bleibtreu
Drammatico Francia / Germania 2001 105 minuti Colore
Data uscita 22/03/2002
trailer
Festival di Berlino 2002 Selezione Ufficiale
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In una Berlino postbellica gli Alleati, avendo occupato la città, stanno cercando di ristabilire l’ordine e di scovare gli ex nazisti e i loro collaboratori. A questo scopo, il Maggiore Steve Arnold ha ricevuto l’ordine di interrogare lo stimato direttore d’orchestra tedesco Wilhelm Furtwängler e raccogliere le prove che lo vedrebbero implicato come simpatizzante nazista. Arnold, un investigatore assicurativo da civile, applica la stessa tattica per scoprire la verità su Furtwängler: l’ostinata dedizione al dovere e alla giustizia, che gli è già costata il proprio matrimonio, è immutata nella missione di “inchiodare” Furtwängler. È assistito in questo da Emmi Staube, figlia di uno dei cospiratori contro Hitler ed ella stessa sopravvissuta al campo di concentramento, e dal Tenente David Wills, un emigrante ebreo tedesco, inviato in America alla metà degli anni Trenta e sfuggito al destino dei propri genitori nei campi di concentramento. Arnold è sconcertato dai suoi due giovani collaboratori: come possono, con le loro rispettive storie, rimanere ancora in ammirazione davanti al talento musicale di Furtwängler, invece di condannarne il passato politico? L’interrogatorio di Furtwängler è inflessibile ed emotivo: una serie di incontri infuocati vedono lo scontro tra il duro ufficiale americano e il raffinato e colto aristocratico. Convinto della colpevolezza di Furtwängler, Arnold interroga i membri dell’orchestra in cerca della verità. Diventa sempre più sospettoso quando tutti gli raccontano storie identiche sul coraggio di Furtwängler contro i nazisti. L’indagine viene ulteriormente ostacolata dal Colonnello sovietico Dymshitz, che offre a Furtwängler un lavoro nella Berlino occupata dai sovietici, ed è disposto a scambiare altri collaboratori nazisti per Furtwängler. La svolta arriva per Arnold quando riesce ad avere accesso agli archivi di Hinkel, da cui risulta che almeno un membro dell’orchestra di Furtwängler era un membro del partito. Arnold propone un patteggiamento con l’uomo, Helmut Rode, un secondo violinista e spia di Goebbels, per scoprire di più sul passato di Furtwängler. Rode racconta ad Arnold dei tanti figli illegittimi di Furtwängler, delle sue osservazioni antisemitiche e di un telegramma che questi avrebbe inviato a Hitler per il suo compleanno. Arnold lavora furiosamente per raccogliere prove schiaccianti prima di passare il caso al tribunale civile. Commento Wilhelm Furtwängler è un personaggio realmente esistito, illustre direttore d’orchestra durante gli anni del nazismo rifiutò, a differenza di molti colleghi, di abbandonare il paese e di prendere così una posizione netta nei confronti della dittatura. Questa scelta gli costò molto cara: nonostante l’assoluzione dall’accusa di sostenitore del regime nazista, l’opinione pubblica, soprattutto quella americana, non seppe mai perdonarlo. Due volte, nel 1936 e nel 1949, gli fu negato il ruolo di direttore rispettivamente della Filarmonica di New York e dell’Orchestra Sinfonica di Chicago. Furtwängler si rese reo di aver goduto dell’ammirazione di Hitler, di aver anteposto la passione per la musica, l’ambizione di continuare ad essere un grande direttore d’orchestra, alle questioni morali e politiche. Se si fosse opposto, se avesse ripudiato il regime, la sua carriera sarebbe finita immediatamente. Ma fino a che punto si può parlare di colpa? Fino a che punto arriva la responsabilità dell’artista nel momento in cui il potere lo coinvolge in questioni politiche che non condivide, ma alle quali non si ribella? Le responsabilità dell’individuo si fondono, nel caso di Furtwängler, con quelle del potere, nei confronti degli uomini e della storia. Ma questa è un’ingiusta ed inevitabile conseguenza o è il prezzo, giusto, da pagare per aver scelto di non opporsi? Queste le domande che si pone Szabó nel momento in cui, con questo film, decide di affrontare l’annosa questione dei difficili rapporti tra arte e potere, rapporti che diventano categorici (espressione o silenzio) quando il potere si trasforma in un regime. La questione si esprime nel film attraverso il drammatico confronto tra il personaggio di Furtwängler e quello del Maggiore Arnold, lo sfaccettato ed aristocratico artista contro lo schematico e univoco militare, che non ritiene sufficiente la “buona fede” rispetto all’orrore dei campi di concentramento e che, quindi, condanna inesorabilmente e moralmente l’artista. Quello di Szabó è un film fatto di domande, che non trovano necessaria risposta ma che invitano lo spettatore ad una difficile riflessione.
A partire da 14 anni |
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